Ing. Magda Berloco – Tecnico competente in acustica a Matera e Altamura
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Diamo un elenco di falsi miti acustici trovati su Internet: vi saranno utili a ricordare meglio alcuni concetti importanti, quindi a risparmiare soldi e a evitare guai.
Spesso nell’affrontare un problema di rumore o di riverbero ci si basa ancora su quello che ci ha consigliato un amico, un artigiano, una persona non qualificata come professionista, finendo per incappare nei più banali luoghi comuni. Queste soluzioni esoteriche e dicerie non permettono di risolvere i problemi, di solito fanno spendere soldi inutilmente.

Possiamo cominciare ad elencare i più semplici, passando via via a casi più complessi:

1 – C’è differenza tra i fenomeni di assorbimento e di isolamento del suono: è sbagliato quindi usare le parole fonoassorbimento e fonoisolamento come sinonimi. I materiali fonoassorbenti si usano soprattutto per migliorare la qualità acustica negli interni, a volte si usano assieme ai materiali fonoisolanti per ottenere dei sistemi di fonoisolamento, non succede il viceversa. I materiali fonoisolanti servono a ‘fermare’ e contenere il suono. I materiali fonoisolanti si misurano con il loro potere fonoisolante (in deciBel), i materiali fonoassorbenti con il loro coefficiente di fonoassorbimento (numero puro). Questo di solito è il primo indicatore che chi vi parla non ha molte basi di acustica.

2) Le scatole delle uova, ma anche il polistirolo, tappeti, spugne assorbenti possono andare bene come fonoassorbenti (ad alcune frequenze) o per creare diffrazione all’interno della stanza rompendo i fronti d’onda ma non hanno alcun potere fonoisolante. Non crediate quindi di risolvere i problemi coi vicini della vostra sala prove applicando cartoni delle uova e polistirolo alle pareti.

3)Se avete un vicino rumoroso che confina con voi tramite una parete, è difficile che riusciate a risolvere il problema attraverso una sola controparete applicata al divisorio comune. L’isolamento acustico va sempre pensato come sistema, per cui se voi applicate una buona controparete ma altre parti della vostra stanza sono deboli (pavimenti-soffitti-altre pareti), il suono aggirerà la vostra controparete e passerà dalle altre parti. State attenti quando alcuni produttori di materiali o installatori (ad es. cartongessisti) vi promettono una buona soluzione del vostro problema con una semplice controparete.

4) Il sughero è un materiale che viene spesso proposto come la soluzione per risolvere problemi di fonoisolamento e fonoassorbimento. In sé il sughero non è un prodotto né buono né cattivo. Dipende per cosa lo si usa, accoppiato a quali altri materiali e per quale livello di prestazioni . Da tener presente però che, in caso venga utilizzato come materassino sottomassetto anticalpestio, non è detto che via via, col passar del tempo, non si schiacci progressivamente, andando a perdere le sue caratteristiche di anticalpestio.

5)I decibel non si sommano scalarmente (come le mele), la loro somma è logaritmica: 60 più 60 fa 63, non 120. Inoltre se accosto un materiale da 20 dB di isolamento ad un altro da 25 il risultato finale va misurato in laboratorio ed è molto difficile prevederlo. State attenti a non farvi ingannare da chi vi racconta cose diverse da queste.

6) far sentire “il prima e il dopo la cura” ovvero la situazione prima e dopo un intervento di isolamento, come avviene su qualche sito internet equivale spesso a dare false illusioni alle persone: bisogna studiare ogni caso nei suoi dettagli, sia nelle case esistenti (su cui magari è stata messa mano molte volte o l’edilizia ha molti deficit), sia nei progetti ex-novo. Le garanzie in acustica possono essere date solo da persone con molta esperienza e conoscenza, dopo degli studi accurati perchè è facile sbagliare facendo previsioni a spanne;

7) Ogni prodotto ha caratteristiche che variano in frequenza. Prodotti che funzionano bene a medio-alta frequenza non funzioneranno bene a bassa frequenza e viceversa. Inoltre, soprattutto per le basse frequenze, è bene progettare su misura alcuni prodotti in modo da andare a sanare problematiche ad alcune particolari frequenze. Diffidate quindi da chi vi propone soluzioni per il trattamento acustico interno (ma anche per l’isolamento) con un solo materiale o una sola tipologia di materiali.

8)  I materiali fonoassorbenti sono caratterizzati da un indice di assorbimento acustico α: è il rapporto tra l’energia sonora assorbita dalla superficie del materiale e l’energia sonora incidente. E’ chiaro che questo valore sarà compreso tra 0 (nessuna energia assorbita) e 1 (tutta l’energia è assorbita). Sulle schede tecniche ci è capitato di trovare coefficienti α con valori superiori a 1. Ciò è fisicamente impossibile e si tratta di un errore, peccato su una scheda tecnica…, oppure di malafede. A livello fisico sarebbe come dire che l’energia assorbita è maggiore di quella che arriva sul materiale. In laboratorio capitano valori di 1,1 o 1,2 quando nel perimetro lo spessore del materiale assorbe il suono, ma ciò non è attribuibile alla superficie di per sé.

9)Un buon isolante termico non è sempre un buon isolante acustico. Per esempio i polistireni classici che si usano come cappotto esterno o nei sistemi di riscaldamento a pavimento a volte diminuiscono le prestazioni acustiche dell’edificio, è quindi necessaria una valutazione attenta di entrambe le necessità e dei dettagli dell’edificio.

Concludendo questa piccola carrellata di luoghi comuni possiamo dire che:

– meglio prevenire che curare, a volte cercare di riparare malfunzionamenti acustici è molto più costoso che spendere prima la cifra giusta per un piccolo progetto pensato bene. In fase di ristrutturazione o di costruzione ex-novo conviene contattare subito un tecnico esperto in acustica se si desiderano i risultati e al contempo spendere meno;

– in acustica la progettazione e le analisi vanno fatte in maniera accurata. Ogni situazione è un caso a se e quindi richiede tempo e studio per trovare la soluzione migliore. Super-maxi-offerte non possono certo garantirvi delle soluzioni affidabili e garanzie vere. Nel caso dell’impatto acustico noi vi offriamo questi servizi;

– meno che meno fidarsi delle consulenze gratuite, chi ve le offre sta solamente cercando di vendervi qualcosa, non un servizio specifico per il vostro interesse. Se volete mettervi al riparo da problemi futuri scegliete servizi di prezzo adeguato al tempo che ci vuole per risolvere i vostri problemi, basso costo vuol dire quasi sempre molta fretta e problemi in futuro. Per esempio un collaudo acustico fatto di corsa garantisce poca precisione nel risultato, quindi aumenta la probabilità di contenziosi.

– non fidatevi di persone che non hanno un’appropriata conoscenza della fisica acustica e dell’acustica applicata: i fenomeni in questione sono complessi e nulla va lasciato al caso; in acustica spesso sono i dettagli che fanno la differenza tra un progetto che risolve il problema e uno che non lo risolve.

– prendete comunque con le pinze i valori numerici delle schede commerciali dei materiali. Questi vanno sempre valutati con esperienza nel sistema complessivo, mai da soli. Per questo la legge ha creato la figura del tecnico competente in acustica ambientale.

– non fidatevi di materiali che danno risultati eclatanti: le tecnologie permettono di avere ottimi risultati attraverso l’accostamento di materiali vari e non con un materiale singolo. Soprattutto ci sono molti materiali buoni ed equivalenti tra loro, difficile credere che un materiale, costruito secondo la tecnologia comune, sia molto migliore degli altri. Un materiale ottimo funziona o non funziona anche a seconda di come viene posato: come già detto nell’acustica i dettagli sono fondamentali ed è meglio che ci sia una supervisione di un tecnico – pensate sempre all’acustica come un sistema: se per esempio fate un buon muro ma un tetto debole, tutto il vostro lavoro sarà vanificato.

Il DPCM del 14 Novembre 1997 impone i limiti di livello sonoro da rispettare nelle varie zone
del territorio comunale descritte dal pizno di zonizzazione acustica.

Limiti assoluti di immissione sonora

I comuni devono chiedere per legge (n. 447/95 e suoi recepimenti regionali) una valutazione di impatto acustico (V.I.A.), sia in fase previsionale che nel caso di attività già avviata. Questo studio viene solitamente chiesto alle attività produttive e agli esercizi commerciali, soprattutto se c’è la possibilità che queste facciano rumore (abbiano un impatto sonoro di disturbo sonoro sul vicinato). Lo studio, con misure e calcoli, si conclude con una dichiarazione tecnica che garantisce che l’attività in esame non inquini acusticamente, deve essere redatta da un tecnico competente in acustica ambientale riconosciuto. Esso ha un valore preventivo perchè tutela l’imprenditore da spese e problemi successivi l’inizio attività.

Oggigiorno viene richiesto anche ai bar e ai ristoranti, dato che l’argomento del disturbo ai cittadini è diventato molto importante, nei centri storici e non solo.

Alcuni comuni permettono una sorta di autocertificazione, cofirmata da un tecnico competente per le situazioni più semplici in cui è ovvio che non ci sia impatto acustico (p.e. negozi senza musica ad alto volume).

La legge tutela il riposo delle persone e affida ai comuni la scelta di creare zone di rispetto di livelli sonori (come descritto dai limiti assoluti di immissione del DPCM 14/11/1997) in modo accurato sul loro territorio. Quasi tutti i comuni Italiani hanno oggi un piano di zonizzazione acustica comunale mentre lo stile di vita, la sensibilità e la tolleranza delle persone continua a cambiare rispetto ai decenni scorsi.

Gli studi previsionali di impatto acustico sono quindi utili a chi sta progettando di inserire una attività in una zona abitata e vuole risparmiare organizzandosi al meglio fin da subito; gli studi su situazioni già esistenti (valutazioni di impatto acustico) sono importanti per chi ha già questioni aperte con i vicini, spesso è saggio effettuare delle analisi di propria iniziativa, prima dell’intervento dell’ARPA, di multe, ingiunzioni del comune o dell’avvio di cause legali che quasi sempre comportano spese alla lunga molto più grandi.

Lo studio di ingegneria Berloco offre la propria esperienza e conoscenze tecniche per effettuare le misure fonometriche e tutti i calcoli e considerazioni che permettano di capire l’impatto del rumore generato (da impianti produttivi, attività artigianali e commerciali, bar, attività musicali) e contenerlo nei limiti di legge ottimizzando le risorse a disposizione (orari, tipologia di attività, logistica, etc.) e progettando le opere veramente necessarie (interventi sugli impianti, insonorizzazione degli ambienti, cabinature, barriere antirumore, etc.).

Facciamo studi di fattibilità, progetti di bonifica e di insonorizzazione, assistenza all’autocertificazione, perizie e consulenze di parte in caso di vertenze giudiziarie o extra-giudiziarie.

Contattateci spiegandoci le vostre problematiche per ricevere un preventivo gratuito.