Ing. Magda Berloco – Tecnico competente in acustica a Matera e Altamura
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Molti comuni chiedono obbligatoriamente lo studio previsionale di impatto acustico alla domanda di apertura/trasferimento sede di pubblici esercizi che abbiano una attività di somministrazione al loro interno. In alcuni casi la necessità dello studio viene derogata nel caso in cui il locale non è a ridosso di abitazioni e non lavora in periodo notturno (22-6), ma ogni comune ha i suoi regolamenti che vanno letti in dettaglio (norme tecniche attuative del piano di zonizzazione acustica), a volte viene richiesta solo una autocertificazione, che sia comunque firmata da un tecnico competente in acustica ambientale.

Lo studio tecnico dell’ing. Berloco è abilitato ad effettuare tutte le misure fonometriche e può studiare la situazione in pochi giorni tutelando il gestore dell’attività poiché verranno individuate immediatamente tutte le soluzioni e strategie per non disturbare con il rumore i vicini di casa.
NB Prima si effetua questo tipo di indagine e più si risparmia sulle eventuali opere di bonifica (p.e. già il modello di condizionatore e la sua posizione dovrebbe essere scelto con il tecnico acustico).

Diamo un elenco di falsi miti acustici trovati su Internet: vi saranno utili a ricordare meglio alcuni concetti importanti, quindi a risparmiare soldi e a evitare guai.
Spesso nell’affrontare un problema di rumore o di riverbero ci si basa ancora su quello che ci ha consigliato un amico, un artigiano, una persona non qualificata come professionista, finendo per incappare nei più banali luoghi comuni. Queste soluzioni esoteriche e dicerie non permettono di risolvere i problemi, di solito fanno spendere soldi inutilmente.

Possiamo cominciare ad elencare i più semplici, passando via via a casi più complessi:

1 – C’è differenza tra i fenomeni di assorbimento e di isolamento del suono: è sbagliato quindi usare le parole fonoassorbimento e fonoisolamento come sinonimi. I materiali fonoassorbenti si usano soprattutto per migliorare la qualità acustica negli interni, a volte si usano assieme ai materiali fonoisolanti per ottenere dei sistemi di fonoisolamento, non succede il viceversa. I materiali fonoisolanti servono a ‘fermare’ e contenere il suono. I materiali fonoisolanti si misurano con il loro potere fonoisolante (in deciBel), i materiali fonoassorbenti con il loro coefficiente di fonoassorbimento (numero puro). Questo di solito è il primo indicatore che chi vi parla non ha molte basi di acustica.

2) Le scatole delle uova, ma anche il polistirolo, tappeti, spugne assorbenti possono andare bene come fonoassorbenti (ad alcune frequenze) o per creare diffrazione all’interno della stanza rompendo i fronti d’onda ma non hanno alcun potere fonoisolante. Non crediate quindi di risolvere i problemi coi vicini della vostra sala prove applicando cartoni delle uova e polistirolo alle pareti.

3)Se avete un vicino rumoroso che confina con voi tramite una parete, è difficile che riusciate a risolvere il problema attraverso una sola controparete applicata al divisorio comune. L’isolamento acustico va sempre pensato come sistema, per cui se voi applicate una buona controparete ma altre parti della vostra stanza sono deboli (pavimenti-soffitti-altre pareti), il suono aggirerà la vostra controparete e passerà dalle altre parti. State attenti quando alcuni produttori di materiali o installatori (ad es. cartongessisti) vi promettono una buona soluzione del vostro problema con una semplice controparete.

4) Il sughero è un materiale che viene spesso proposto come la soluzione per risolvere problemi di fonoisolamento e fonoassorbimento. In sé il sughero non è un prodotto né buono né cattivo. Dipende per cosa lo si usa, accoppiato a quali altri materiali e per quale livello di prestazioni . Da tener presente però che, in caso venga utilizzato come materassino sottomassetto anticalpestio, non è detto che via via, col passar del tempo, non si schiacci progressivamente, andando a perdere le sue caratteristiche di anticalpestio.

5)I decibel non si sommano scalarmente (come le mele), la loro somma è logaritmica: 60 più 60 fa 63, non 120. Inoltre se accosto un materiale da 20 dB di isolamento ad un altro da 25 il risultato finale va misurato in laboratorio ed è molto difficile prevederlo. State attenti a non farvi ingannare da chi vi racconta cose diverse da queste.

6) far sentire “il prima e il dopo la cura” ovvero la situazione prima e dopo un intervento di isolamento, come avviene su qualche sito internet equivale spesso a dare false illusioni alle persone: bisogna studiare ogni caso nei suoi dettagli, sia nelle case esistenti (su cui magari è stata messa mano molte volte o l’edilizia ha molti deficit), sia nei progetti ex-novo. Le garanzie in acustica possono essere date solo da persone con molta esperienza e conoscenza, dopo degli studi accurati perchè è facile sbagliare facendo previsioni a spanne;

7) Ogni prodotto ha caratteristiche che variano in frequenza. Prodotti che funzionano bene a medio-alta frequenza non funzioneranno bene a bassa frequenza e viceversa. Inoltre, soprattutto per le basse frequenze, è bene progettare su misura alcuni prodotti in modo da andare a sanare problematiche ad alcune particolari frequenze. Diffidate quindi da chi vi propone soluzioni per il trattamento acustico interno (ma anche per l’isolamento) con un solo materiale o una sola tipologia di materiali.

8)  I materiali fonoassorbenti sono caratterizzati da un indice di assorbimento acustico α: è il rapporto tra l’energia sonora assorbita dalla superficie del materiale e l’energia sonora incidente. E’ chiaro che questo valore sarà compreso tra 0 (nessuna energia assorbita) e 1 (tutta l’energia è assorbita). Sulle schede tecniche ci è capitato di trovare coefficienti α con valori superiori a 1. Ciò è fisicamente impossibile e si tratta di un errore, peccato su una scheda tecnica…, oppure di malafede. A livello fisico sarebbe come dire che l’energia assorbita è maggiore di quella che arriva sul materiale. In laboratorio capitano valori di 1,1 o 1,2 quando nel perimetro lo spessore del materiale assorbe il suono, ma ciò non è attribuibile alla superficie di per sé.

9)Un buon isolante termico non è sempre un buon isolante acustico. Per esempio i polistireni classici che si usano come cappotto esterno o nei sistemi di riscaldamento a pavimento a volte diminuiscono le prestazioni acustiche dell’edificio, è quindi necessaria una valutazione attenta di entrambe le necessità e dei dettagli dell’edificio.

Concludendo questa piccola carrellata di luoghi comuni possiamo dire che:

– meglio prevenire che curare, a volte cercare di riparare malfunzionamenti acustici è molto più costoso che spendere prima la cifra giusta per un piccolo progetto pensato bene. In fase di ristrutturazione o di costruzione ex-novo conviene contattare subito un tecnico esperto in acustica se si desiderano i risultati e al contempo spendere meno;

– in acustica la progettazione e le analisi vanno fatte in maniera accurata. Ogni situazione è un caso a se e quindi richiede tempo e studio per trovare la soluzione migliore. Super-maxi-offerte non possono certo garantirvi delle soluzioni affidabili e garanzie vere. Nel caso dell’impatto acustico noi vi offriamo questi servizi;

– meno che meno fidarsi delle consulenze gratuite, chi ve le offre sta solamente cercando di vendervi qualcosa, non un servizio specifico per il vostro interesse. Se volete mettervi al riparo da problemi futuri scegliete servizi di prezzo adeguato al tempo che ci vuole per risolvere i vostri problemi, basso costo vuol dire quasi sempre molta fretta e problemi in futuro. Per esempio un collaudo acustico fatto di corsa garantisce poca precisione nel risultato, quindi aumenta la probabilità di contenziosi.

– non fidatevi di persone che non hanno un’appropriata conoscenza della fisica acustica e dell’acustica applicata: i fenomeni in questione sono complessi e nulla va lasciato al caso; in acustica spesso sono i dettagli che fanno la differenza tra un progetto che risolve il problema e uno che non lo risolve.

– prendete comunque con le pinze i valori numerici delle schede commerciali dei materiali. Questi vanno sempre valutati con esperienza nel sistema complessivo, mai da soli. Per questo la legge ha creato la figura del tecnico competente in acustica ambientale.

– non fidatevi di materiali che danno risultati eclatanti: le tecnologie permettono di avere ottimi risultati attraverso l’accostamento di materiali vari e non con un materiale singolo. Soprattutto ci sono molti materiali buoni ed equivalenti tra loro, difficile credere che un materiale, costruito secondo la tecnologia comune, sia molto migliore degli altri. Un materiale ottimo funziona o non funziona anche a seconda di come viene posato: come già detto nell’acustica i dettagli sono fondamentali ed è meglio che ci sia una supervisione di un tecnico – pensate sempre all’acustica come un sistema: se per esempio fate un buon muro ma un tetto debole, tutto il vostro lavoro sarà vanificato.

Il tecnico competente in acustica ambientale (acronimo TCAA) è un professionista autorizzato per legge a compiere le seguenti azioni:

  • effettuare misure fonometriche;
  • eseguire studi tecnici sull’inquinamento ambientale dovuto al rumore.

Questa figura professionale è stata definita con la legge quadro 447 nel 1995 che ha previsto che ogni regione preparasse una lista di professionisti competenti in acustica ambientale.
Nell’articolo 6 e 7 della legge si definiscono le tipologie di studi che competono al tecnico competente in acustica e l’esperienza di pratica richiesta per essere ammessi alla lista.
Alcune regioni italiane hanno equiparato la frequentazione a dei corsi di specializzazione al periodo di praticantato e ognuna di esse ha deliberato sulle modalità di presentazione della domanda: le informazioni inerenti possono essere trovate sui siti internet regionali, solitamente nelle sezioni dedicate all’ambiente.

Ne consegue che gli studi di bonifica acustica di edifici esistenti (insonorizzazione), gli studi di impatto acustico e clima acustico, la redazione dei piani di zonizzazione acustica, le attività di controllo e di verifica del rispetto delle norme vigenti, hanno valore legale solo se redatti da un tecnico competente in acustica ambientale riconosciuto.

La figura professionale del tecnico in acustica è quindi ben diversa da quella definita “ingegnere del suono” (o sound engineer), che di solito si riferisce al fonico che lavora in sala d’incisione o nei concerti di musica dal vivo per controllare le apparecchiature elettroacustiche coinvolte e che raramente ha le competenze ufficiali per lavorare in acustica ambientale.

Attraverso la figura del tecnico competente in acustica a Matera e Altamura, lo studio Berloco offre la redazione di tutte le pratiche richieste dalla legge, avendo competenze riconosciute. Inoltre, offre servizi di acustica architettonica, industriale e ambientale.