Ing. Magda Berloco – Tecnico competente in acustica a Matera e Altamura
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Il ministero dell’ambiente nel dicembre 2011 ha chiarito i punti interrogativi sollevati dalla legge n. 106 del 12 luglio 2011.

E’ stato chiarito che in quella legge il legislatore si riferisce alla sola relazione di clima acustico e che l’eventuale certificazione può essere redatta solo da un tecnico abilitato a scrivere ufficialmente di questioni di acustica ambientale, ovvere un tecnico competente in acustica ambientale riconosciuto da una regione Italiana.
Tutte le autocertificazioni fatte sinora da tecnici che non sono TCAA sono quindi da ritenersi non valide, mentre rimane tuttora l’obbligo di fare uno studio previsionale dei requisiti acustici passivi secondo DPCM 5/12/97 alla domanda del permesso di costruire (se il comune non li chiede è corresponsabile con il progettista e l’impresario dell’errore).

Rimane aperta la questione che tale autocertificazione può essere chiesta solo dai comuni che ‘abbiano coordinato tutti gli strumenti urbanistici’.
Siccome gran parte dei comuni non hanno provveduto ad allineare il proprio territorio alla propria zonizzazione acustica (o addirittura hanno zonizzazioni vetuste) la pratica dell’autocertificazione rimane oggi ancora sospetta e quindi si tratta di un documento da sottoscrivere con grande attenzione, comunque supportata da dei controlli sul campo.

Il DPCM del 14 Novembre 1997 impone i limiti di livello sonoro da rispettare nelle varie zone
del territorio comunale descritte dal pizno di zonizzazione acustica.

Limiti assoluti di immissione sonora

I comuni devono chiedere per legge (n. 447/95 e suoi recepimenti regionali) una valutazione di impatto acustico (V.I.A.), sia in fase previsionale che nel caso di attività già avviata. Questo studio viene solitamente chiesto alle attività produttive e agli esercizi commerciali, soprattutto se c’è la possibilità che queste facciano rumore (abbiano un impatto sonoro di disturbo sonoro sul vicinato). Lo studio, con misure e calcoli, si conclude con una dichiarazione tecnica che garantisce che l’attività in esame non inquini acusticamente, deve essere redatta da un tecnico competente in acustica ambientale riconosciuto. Esso ha un valore preventivo perchè tutela l’imprenditore da spese e problemi successivi l’inizio attività.

Oggigiorno viene richiesto anche ai bar e ai ristoranti, dato che l’argomento del disturbo ai cittadini è diventato molto importante, nei centri storici e non solo.

Alcuni comuni permettono una sorta di autocertificazione, cofirmata da un tecnico competente per le situazioni più semplici in cui è ovvio che non ci sia impatto acustico (p.e. negozi senza musica ad alto volume).

La legge tutela il riposo delle persone e affida ai comuni la scelta di creare zone di rispetto di livelli sonori (come descritto dai limiti assoluti di immissione del DPCM 14/11/1997) in modo accurato sul loro territorio. Quasi tutti i comuni Italiani hanno oggi un piano di zonizzazione acustica comunale mentre lo stile di vita, la sensibilità e la tolleranza delle persone continua a cambiare rispetto ai decenni scorsi.

Gli studi previsionali di impatto acustico sono quindi utili a chi sta progettando di inserire una attività in una zona abitata e vuole risparmiare organizzandosi al meglio fin da subito; gli studi su situazioni già esistenti (valutazioni di impatto acustico) sono importanti per chi ha già questioni aperte con i vicini, spesso è saggio effettuare delle analisi di propria iniziativa, prima dell’intervento dell’ARPA, di multe, ingiunzioni del comune o dell’avvio di cause legali che quasi sempre comportano spese alla lunga molto più grandi.

Lo studio di ingegneria Berloco offre la propria esperienza e conoscenze tecniche per effettuare le misure fonometriche e tutti i calcoli e considerazioni che permettano di capire l’impatto del rumore generato (da impianti produttivi, attività artigianali e commerciali, bar, attività musicali) e contenerlo nei limiti di legge ottimizzando le risorse a disposizione (orari, tipologia di attività, logistica, etc.) e progettando le opere veramente necessarie (interventi sugli impianti, insonorizzazione degli ambienti, cabinature, barriere antirumore, etc.).

Facciamo studi di fattibilità, progetti di bonifica e di insonorizzazione, assistenza all’autocertificazione, perizie e consulenze di parte in caso di vertenze giudiziarie o extra-giudiziarie.

Contattateci spiegandoci le vostre problematiche per ricevere un preventivo gratuito.

 

Entra in vigore il DPR n. 227 del 19 ottobre 2011. Dal 18 febbraio 2012 molte attività saranno dispensate dall’obbligo di presentare uno studio previsionale di impatto acustico. All’allegato B è stilata la lista di quali tipologie di attività, ve le ricordiamo in fondo a questo articolo.

All’articolo 4 comma 2 del recente DPR viene concessa la possibilità di presentare una autocertificazione anche alle attività che non superano i limiti del DPCM 14/11/97. La novità della legge è che anche in caso di mancata adozione della zonizzazione acustica comunale vengono imposti questi limiti, prima c’era un po’ di confusione in merito.

La legge conclude al comma 3 dell’articolo 4 ricordando che se si superano questi limiti rimane l’obbligo di fare uno studio di impatto acustico.

Il nostro commento.

La legge è pensata per chi avvia una piccola impresa e ha il primo intento di far risparmiare tempo, soldi e burocrazia agli imprenditori, in realtà nasconde il fatto di rendere chi si autocertifica con leggerezza più vulnerabile: a una denuncia penale per falso, ai controlli ARPA e alle cause civili fatte dagli abitanti vicini, poiché i limiti differenziali (5 dB di giorno e soprattutto quello dei 3 dB di notte) sono molto facili da non rispettare (basta un edificio costruito male, errori di posa e di progettazione di persone non esperte, un condizionatore mal scelto, e molti altri dettagli che trovate nel sito).
Quindi se da una parte sembra di risparmiare 10 nell’immediato, dall’altro alza la probabilità di dover spendere 50 o 100 nel giro di pochi mesi o anni dopo l’apertura dell’attività, oltre a far spendere soldi alla comunità (lavoro dei tecnici ARPA e costi per i vicini disturbati). Questo DPR n. 227 del 19 ottobre 2011 dice anche che rimane comunque l’obbligo a tutti di rispettare i limiti di legge, e che valgono i limiti del 1997 per tutti.

Come preannunciato dal precedente governo, nel nostro paese del bel canto, rimane l’intento di penalizzare chi usa la musica nei propri locali: se si ha un impianto di diffusione sonora (questo non è definito cosa si intende, quindi anche una radio potrebbe esserlo considerata) o si fa musica di ogni tipo allora c’è la certezza di avere l’obbligo di fare uno studio previsionale. Quindi non è stato fatto nulla per aiutare la musica dal vivo in generale.

Il nostro consiglio è quindi di valutare attentamente dove ci si insedia, la tipologia di attività e degli impianti, quindi nel dubbio di affidarsi il prima possibile a un tecnico competente in acustica ambientale esperto e di seguire i suoi consigli. Se si decidono gli interventi sull’isolamento (insonorizzazione), sugli impianti e sulle varie operazioni che si svolgono all’interno della propria attività all’inizio, si risparmiano poi molti soldi.

Il testo della legge.

Ecco le attività citate nell’allegato B

1. attività alberghiera
2. attività agro-turistica senza impianti di diffusione sonora e senza eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali.
3. attività di ristorazione collettiva e pubblica senza impianti di diffusione sonora e senza eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali.
4. attività ricreative senza impianti di diffusione sonora e senza eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali.
5. attività turistica senza impianti di diffusione sonora e senza eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali.
6. attività sportive escluse quelle motoristiche, con molto pubblico o con uso di armi da fuoco senza impianti di diffusione sonora e senza eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali.
7. attività culturali senza impianti di diffusione sonora e senza eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali.
8. attività nel settore dello spettacolo senza impianti di diffusione sonora e senza eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali.
9. palestre senza impianti di diffusione sonora e senza eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali.
10. stabilimenti balneari senza impianti di diffusione sonora e senza eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali.
11. agenzie di viaggio
12. sale da gioco
13. attività di supporto alle imprese
14. call center
15. attività di intermediazione monetaria/finanziaria/immobiliare/assicurativa
19 attività di informatica (software/houde/internet point)
22. attività di acconciatura
23. istituti di bellezza/estetica/centro massaggi-solarium/piercing e tatuaggi
27. laboratori veterinari
28. studi adontoiatrici e odontotecnici senza attività di analisi
29. ospedali e assimilabili con meno di 50 posti letto e senza attività di analisi
31. lavanderie e stirerie
32. attività di vendita al dettaglio
33. laboratori artigianali per la produzione di dolciumi
34. laboratori artigianali per la produzione di gelati

Il tecnico competente in acustica ambientale (acronimo TCAA) è un professionista autorizzato per legge a compiere le seguenti azioni:

  • effettuare misure fonometriche;
  • eseguire studi tecnici sull’inquinamento ambientale dovuto al rumore.

Questa figura professionale è stata definita con la legge quadro 447 nel 1995 che ha previsto che ogni regione preparasse una lista di professionisti competenti in acustica ambientale.
Nell’articolo 6 e 7 della legge si definiscono le tipologie di studi che competono al tecnico competente in acustica e l’esperienza di pratica richiesta per essere ammessi alla lista.
Alcune regioni italiane hanno equiparato la frequentazione a dei corsi di specializzazione al periodo di praticantato e ognuna di esse ha deliberato sulle modalità di presentazione della domanda: le informazioni inerenti possono essere trovate sui siti internet regionali, solitamente nelle sezioni dedicate all’ambiente.

Ne consegue che gli studi di bonifica acustica di edifici esistenti (insonorizzazione), gli studi di impatto acustico e clima acustico, la redazione dei piani di zonizzazione acustica, le attività di controllo e di verifica del rispetto delle norme vigenti, hanno valore legale solo se redatti da un tecnico competente in acustica ambientale riconosciuto.

La figura professionale del tecnico in acustica è quindi ben diversa da quella definita “ingegnere del suono” (o sound engineer), che di solito si riferisce al fonico che lavora in sala d’incisione o nei concerti di musica dal vivo per controllare le apparecchiature elettroacustiche coinvolte e che raramente ha le competenze ufficiali per lavorare in acustica ambientale.

Attraverso la figura del tecnico competente in acustica a Matera e Altamura, lo studio Berloco offre la redazione di tutte le pratiche richieste dalla legge, avendo competenze riconosciute. Inoltre, offre servizi di acustica architettonica, industriale e ambientale.

Benvenuti nel blog dello studio di acustica dell’Ing. Magda Berloco, tecnico competente in acustica a Matera e Altamura.

Qui troverete notizie e curiosità inerenti il mondo dell’acustica, aggiornamenti su normative e regolamenti locali e nazionali.

Buona lettura.